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| Il piatto è molto antico
(a parte i pomodori e i fagioli che sono stati aggiunti successivamente
alla scoperta dell'America) in quanto risale alle popolazioni sannitiche
che abitavano il Molise. Questa zuppa concludeva la festa di
Sant'Antonio Abate (17 gennaio) ed il rito della benedizione degli
animali con il segno della croce lasciato sul collo tagliando i peli.
Questo piatto è arrivato fino a noi grazie alle fattorie di montagna
dove nel periodo invernale viene da sempre portato in tavola.
Ingredienti La zuppa si prepara facendo cuocere i singoli legumi (previo ammollo di 10/12 ore) separatamente in una caratteristica "pignata" (pentola di terracotta). Cuocere anche il farro ed unire il tutto. A parte, si trita il guanciale, l'aglio, la cipolla, si condisce con l'olio e si lascia rosolare lentamente in una casseruola. Dopo aver condito con prezzemolo, basilico e peperoncino si lascia cuocere per circa 20 minuti. Aggiungere questo trito aromatico nella pentola di legumi e farro e lasciare insaporire a fuoco lento per altri 20 minuti. Si serve ben calda nel tegame di cottura. L'antica tradizione vuole che ogni commensale si serva da solo dando la precedenza alle donne ed agli anziani. |